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ASSISI

Assisi non merita una visita distratta ma va gustata con calma e va cercata nei particolari nascosti e nelle chiese meno visitate, ma, comunque bellissime. Così si scopre l’abbazia benedettina di San Pietro, con la bella e severa facciata in stile romanico spoletino, l’interno sobrio diviso in tre navate e gli alti soffitti lignei. Per piaggia San Pietro si inizia la salita verso la Basilica, si costeggia porta San Francesco e si decide se proseguire per via Frate Elia raggiungendo la piazza della Basilica Inferiore, oppure proseguire imboccando via Fontebella. Vagando per i vicoli è facile incrociare via Fortini e da lì scendere in vicolo Santo Stefano; dopo pochi metri, nel verde, appare la chiesa di Santo Stefano. Proseguendo la salita, per via San Paolo, si giunge in piazza del Comune, il cuore laico della città, incorniciata dal Palazzo dei Priori  e dal Palazzo di Capitano del Popolo e il Tempio di Minerva. Curiosare tra i negozi della piazza è come scavare nella storia: da Keramos, che vende ceramica, durante i lavori di ricostruzione successivi al terremoto, sono riemersi i resti dell’antica pavimentazione romana; presso la Libreria Bubboli, attiva da oltre cent’anni, si possono ammirare le volte a crociera e gli originali scaffali alle pareti. Sul lato ovest della piazza, in via Portica, è d’obbligo fermarsi alla Bottega del Pasticciere e assaggiare la rocciata, versione umbra dello strudel, il panpepato e i torroni. Proseguendo lungo la via si arriva alla Basilica di Santa Chiara e poi alla Chiesa di Santa Maria delle Rose, nell’omonima via; sembra che sia stata eretta sui resti di un tempio pagano e oggi, sconsacrata, ospita la mostra di Guido Dettori, “Maria, l’alfa e l’omega”; entrando si ammira una figura di donna, Maria, dolce e fragile che, fuori Assisi, accoglie  benevola i poveri pellegrini smarriti.
Parlando di Assisi, però, si pensa subito alla Basilica di San Francesco. Arrivarci è facile: basta seguire le ondate di turisti che marciano verso le “due basiliche”. Basilica Inferiore e Basilica Superiore, un’architettura divisa che sintetizza le trasformazioni religiose, politiche e artistiche che seguirono la morte di Francesco, avvenuta il 3 ottobre 1226. Poco dopo papa Gregorio IX poneva la prima pietra di una chiesa destinata a celebrare la gloria del santo e già nel 1230 il corpo di San Francesco fu posto sotto l’altare maggiore. Presto la basilica divenne simbolo del potere francescano e si decise di costruire una chiesa superiore luminosa, elegante e possente. Nel 1253 Innocenzo IV consacrava la Basilica e ordinava il decoro degli interni. Vi lavorarono Simone Martini, Pietro Lorenzetti, Cimabue e Giotto, per citare i più famosi. Oggi la Basilica è un monumento unico al mondo per la ricchezza delle decorazioni e per la mistica bellezza che vi si contempla.

 
 
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