Tunisia : moschee, casbah e oasi - La valigia dei desideri

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Tunisia : moschee, casbah e oasi

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Tappe del viaggio: Tunisi – Nabeul – Hammamet -  Kairouan – Sousse – Monastir – El Djem – Sfax – Gabès – Djerba – Tataouine – Matmata – Douz – Tozeur – Nefta – Tabarka – Diserta – Tunisi.

Il viaggio parte da Tunisi, capitale del Paese dall’894 per volontà della dinastia degli Aghiabiti. Le attrazioni principali sono la medina con il mercato coperto intorno alla Djemma ez Zitouna e il pittoresco suk el Attraine, il mausoleo Tourbet el Bey. Il suk el Trouk è dominio incontrastato dei mercanti di tappeti, mentre al suk des Chechias i tunisini comprano il loro tradizionale copricapo di feltro rosso chiamato chechia o fez. A est della medina si possono ammirare alcuni edifici coloniali francesi molto ben restaurati, tra i quali un teatro in stile art nouveau. Da non perdere il museo archeologico ospitato nell’antico palazzo del sultano nel quartiere bardo. Si può anche visitare il villaggio degli artisti di Sidi Bou Said, con le sue casupole blu e bianche e il famoso Café des Nattes. La città possiede due siti dichiarati patrimonio mondiale dall’Unesco: la città vecchia e i monumenti cartaginesi  e romani nel sobborgo di Cartagine; qui è possibile visitare il misterioso sito di Tophet, con cimitero annesso, le due darsene puniche e le fondamenta di edifici sulla collina di Byrsa.
Da Tunisi si prosegue per Nabeul, importante centro di artigianato, e si raggiunge Hammamet, la cui medina è pittoresca e ricca di negozi di souvenir. A sud della località si erge  l’elegante villa di Dar Sebastian, che apparteneva a un milionario romeno del 1927. Sulla via verso sud le piantagioni di ulivi orlano la strada fino alla città di Sousse, distante meno di 90 km. La vivace città portuale si trova al centro di una delle maggiori regioni turistiche della Tunisia. Fu fondata dai Fenici e l’attuale medina sorge probabilmente sul luogo dell’antico santuario punico di Tophet. Da non perdere la Grande Moschea e il Ribat. Particolare è il tozzo minareto della moschea cui si accede tramite una scala esterna, mentre ai non musulmani non è consentito l’accesso alla sala della preghiera caratterizzata da antiche colonne. Il punto più alto della medina è dominato dalla casbah che ospita un interessante museo archeologico. Prima di proseguire per Monastir si può fare una deviazione a Kairouan per visitare la grande moschea, la piccola medina e i bacini degli Aghlabiti, che servivano da riserve d’acqua. Per i musulmani Kairouan è una città santa ed è il centro dell’industria di tappeti della Tunisia. Ripercorrendo lo stesso tragitto si arriva a M’Saken e da lì si prosegue per Monastir, sulla C100.
Monastir è famosa per essere la città natale di Habib Burghiba, padre della Tunisia indipendente, il cui sfarzoso monumento rappresenta, insieme al Ribat, l’attrazione maggiore.  Prendendo la C87, verso l’entroterra, si giunge a El Djem, ricoperta da piantagioni di ulivi e famosa per ospitare l’anfiteatro romano di Thysdrus, di dimensioni appena inferiori al nostro Colosseo. Le stesse piantagioni di uliveti accompagnano il tragitto fino alla moderna città portuale di Sfax, la cui città vecchia fortificata ha mantenuto intatto il suo fascino originale. Vale la pena fare un giro tra le viuzze e visitare la grande moschea con un minareto simile a quello della moschea di Kairouan. Circa 140 km dopo Sfax si arriva a Gabès, caratterizzata da palmeti e case di argilla che annunciano il vicino deserto. Proseguendo verso sud si trova Medenine; passando per Zarzis e la diga che collega l’isola alla terraferma, si raggiunge Djerba, meta turistica con hotel di tutte le categorie, ristoranti e parchi di divertimento lungo le sue due spiagge, la plage de Sidi Mahrez e la plage de la Seguia. Vale la pena visitare la capitale dell’isola, Houmt Souk, con un’incantevole e bianca medina, la moschea dei turchi sormontata da una cupola con un minareto e Bordj el Kebir, la fortezza costruita nel XIII secolo. Merita una visita anche la cittadina di Midoun con le sue bancarelle di souvenir e i graziosi caffè.
Ritornando a Medenine, la strada conduce a Tataouine, un tempo base militare francese che merita di essere visitata solo per il mercato del giovedì, mentre sono affascinanti i villaggi trogloditi nei dintorni, come Chinini e gli ksour (fortezze), come Beni Barka. Dopo circa 115 km si giunge a Matmata, al centro di una regione dove i berberi vivono ancora in case ipogee, scavate nel terreno attorno ad un cortile centrale che fornisce luce alle stanze che si diramano da esso. Molte di queste abitazioni si possono visitare a pagamento e alcune sono addirittura diventate degli alberghi. A Matmata e nei suoi dintorni sono state girate alcune scene di Guerre Stellari di Gorge Lucas. La strada C105 porta dai monti di Dahar a Douz, attraversando il Sahara. La maggiore attrazione dell’oasi da cartolina di Douz sono le alte dune di sabbia al margine meridionale del villaggio. Il giovedì hanno luogo un vivace suk e un mercato del bestiame per cui arrivano contadini e seminomadi da molto lontano. Lasciata l’oasi, dopo 100 km si giunge a Tozeur, caratterizzata da case d’argilla decorate con mattoni sporgenti disposti secondo eleganti motivi geometrici. Attraverso i giardini dell’oasi e il deserto si arriva a Nefta, città-oasi adagiata su un avvallamento ricoperto di palme, la Corbeille e caratterizzata da antiche viuzze e dallo splendido panorama sui giardini di Chott el Jerid. Dalla cittadina si prosegue per Tabarka, fiorente località balneare sulla “costa del corallo”, sorvegliata da un fortino genovese, testimonianza di una colonia di genovesi qui presenti dal 1540 al 1742 per sfruttare i banchi di corallo col quale pagavano una concessione ai turchi ottomani. Il mare di questo tratto di costa è ideale per gli appassionati di snorkeling, mentre gli amanti della tintarella e delle spiagge sabbiose orlate da eucalipti e oleandri non possono farsi mancare una sosta nella vicina Cap Serrat. Dopo circa 40 km arrivate a Biserta, città portuale con un antico e romantico porto, sorvegliato da due fortezze risalenti al XVII secolo. La medina all’interno della casbah ha mantenuto il suo aspetto originario. Consigliata una visita alla moschea Rebaa del XVII secolo e del mercato adiacente. Sulla strada di ritorno per Tunisi vale la pena di fermarsi al sito archeologico di Utica, con il quale si conclude il vostro viaggio.

 
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