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LE DOLCI COLLINE DELLA VAL D’ORCIA

Vi proponiamo un itinerario d’arte e natura che si sviluppa da Montalcino fino ad Abbadia San Salvatore,tra paesaggi dalle tonalità mutevoli e borghi all’ombra del monte Amiata.
Il viaggio può cominciare da Montepulciano, raggiungibile con l’autostrada A1 e distante una quarantina di km da Arezzo. La cittadina sorge in un sito dove vissero Etruschi e Romani e fu oggetto di aspre contese tra Firenze e Siena a causa della sua posizione strategica. Il suo fulcro monumentale è la piazza Grande con il “pozzo de’ Grifi e de’ Leoni”, la Fortezza e il trecentesco Palazzo Comunale. Il nucleo più antico della città è caratterizzato dalla chiesa rinascimentale di Sant’Agostino (con facciata del Michelozzo) e il Tempio in travertino dedicato a San Biagio, capolavoro di Antonio Sangallo il Vecchio. Sulla via del Corso, invece, si affacciano stupendi palazzi di famiglie nobili e , di fronte alla chiesa di Sant’Agostino, la curiosa Torre di Pulcinella chiamata così perchè sulla sommità c’è una sagoma lignea che ricoperta di lamiera che ricorda la maschera della tradizione napoletana.
Percorrendo la provinciale panoramica 146, dopo 19 km, si incontra la splendida Pienza, posta in posizione dominante su di un colle della Val d’Orcia e sospesa su un vastissimo panorama. Pienza prende il nome da Papa Pio II che la trasformò in una meravigliosa città rinascimentale. Si dice che fu ideata durante un viaggio a cavallo fatto dall’Alberti e dal Papa a ricognizione di uno dei luoghi su cui sarebbe sorta la città. I lavori cominciarono nel 1459 e Pienza per un lustro divenne un emblema del nuovo universo culturale del Rinascimento. Ambascerie rutilanti, fastosi principi orientali e cortigiani intriganti, senza sosta, per cinque anni, approdarono in Val d’Orcia. La chiesa gotica di San Francesco custodisce affreschi del XIV e XV secolo, oltre a un magnifico crocifisso ligneo attribuito al Maestro di San Polo in Rosso. E’ molto bella la Pieve di Corsignano distante un quarto d’ora a piedi dal centro, uscendo dalla porta al Ciglio: romanica, dell’XI secolo, ha bassorilievi di pregio sopra due portali. Si può dire che l’intera città, con le sue viuzze dai nomi poetici con l’affaccio sulla valle rappresenta, di per se, una vera e propria opera d’arte.
Sul medesimo asse stradale, all’incrocio con la statale 2 appare San Quirico d’Orcia: borgo d’origine etrusca circondato da sepolcreti di quella epoca, è sulla via francigena e conserva un suggestivo nucleo d’impronta medievale in cui spicca la Collegiata costruita tra il XII e il XIII secolo.
Riprendendo la statale, percorrendo 20 km verso Siena ci appare Montalcino, disteso sulle colline tra le valli dell’Ombrone e dell’Orcia e circondato da vigneti. E’ la patria del famoso Brunello, il vino di cui ogni cosa qui parla, tanto che pure la fortificazione trecentesca che domina il borgo è in parte diventata luogo di vendita e degustazione di questo nettare d’uva.
A 30 km di distanza, verso sud, le ripide e tortuose stradine della statale 323 portano all’Amiata e al suo principale centro, Abbadia San Salvatore, nota soprattutto per le miniere di mercurio che sono state le più importanti del mondo. Nei pressi della cittadina c’è un’importante abbazia benedettina cistercense fondata nel 743 e divenuta piuttosto potente nel Medioevo.

 
 
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