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I TESORI DI NOTO E L’OASI DI VENDICARI

La città di Noto segue il pendio del Colle Meti, su cui alla fine del’600 le famiglie nobili netine hanno deciso di costruire la loro città, preferendo una posizione più vicina al mare e alle grandi vie di comunicazione rispetto alla posizione originaria. Via Nicolaci, di fronte alla chiesa di San Carlo, è l’esempio più riuscito di questo progetto che ha coinvolto i migliori architetti dell’epoca; la strada è in salita, così come il resto della città; la via termina con la chiesa di Montevergine, la cui facciata concava rende più dolce la conclusione della salita. Il vero protagonista qui è il barocco che utilizza sottili colonne neoclassiche dai capitelli preziosi, nicchie vuote e interni bianchi; le chiese di Noto sono luminose e la città è progettata perché su ogni palazzo il sole riesca a riscaldare la pietra chiara e a insinuarsi tra le persiane socchiuse. Dalle sei del pomeriggio iniziano le chiacchiere in piazza e lo “struscio” lungo Corso Vittorio Emanuele. Dal teatro si passeggia fino alla cattedrale di San Nicolò, la cui cupola, crollata nel 1996 dopo il terremoto, è stata nuovamente riportata al suo antico splendore. La passeggiata in centro è breve ma collaudata: un dolce al Caffè di Sicilia, aperto nel 1892, e luogo di ritrovo per tutti per l’aperitivo del sabato mattina. Palazzo Ducezio, il Municipio, la costruzione più importante della piazza. E poi la chiesa di San Carlo, con un campanile su cui si può salire per ammirare la città in tutto il suo splendore.
Lasciata la splendida città di Noto ci si può dirigere verso l’Oasi di Vendicari, Riserva naturale dal 1984, caratterizzata da una varietà di bacini salmastri tra i più belli di tutta la Sicilia. Vi si arriva da Noto percorrendo la SS per Pachino; poco prima di Marzamemi, un segnale turistico indica la deviazione a sinistra per Vendicari. Lasciata l’auto in un parcheggio a pagamento si entra a piedi nella Riserva, dove è possibile seguire itinerari a tema per scoprire le tante specie di uccelli che vivono nelle paludi, come aironi, fenicotteri, cigni reali e gabbiani. E per conoscere la sua flora, nella quale si trovano la palma nana, il ginepro, il mirto e l’eucalipto. L’oasi possiede anche un importante patrimonio storico: sul mare, al termine del sentiero che conduce alla spiaggia, è possibile ammirare i resti di una tonnara del ‘700, abbandonata e ora in restauro. A far da sfondo a tutto ciò una spettacolare torre svevo-aragonese, parte di un antico castello attribuito a Pietro d’Aragona. La spiaggia di Vendicari è lunga e sottile, dalla sabbia fine e bagnata da un mare limpido e cristallino. Si può scegliere fra diverse baie ma gli esperti della zona consigliano Cala Mosche, da raggiungere camminando lungo la costa; trattandosi di una spiaggia libera è utile portarsi un ombrellone, acqua e viveri per l’intera giornata perché intorno non vi è altro che natura.

 
 
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