Il grande Sud: Namibia e Botswana - La valigia dei desideri

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Il grande Sud: Namibia e Botswana

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Tappe del viaggio: Windhoek – Namib Desert – Sesriem/Swakopmund – Twyfelfontein (Damaraland) – Palmwag – Etosha National Park – Epopa Falls/Caprivi . Impalila -  Okavango/Moremi Game Riserve - Maun

L’itinerario parte da dalla capitale della Namibia, Windhoek, fondata nel 1890 e ex colonia tedesca; da visitare la vecchia fortezza Alte Feste, oggi museo, la chiesa di epoca Guglielmina costruita nel 1907, la statua del Sudwester Reiter, il Tintenpalast, un palazzo in stile coloniale del 1912. Il Warehouse rappresenta invece il cuore moderno della città: è un vecchio birrificio dove si possono acquistare oggetti dell’artigianato e dove è possibile assistere a rappresentazioni teatrali o musicali. Dalla capitale si prosegue per Sesriem, porta d’accesso al Namib Desert, il deserto più vecchio del pianeta, che si sviluppa lungo tutta la costa della Namibia, per 1600 km di lunghezza. La sabbia proveniente dall’Orange River si è ammassata nel corso dei secoli creando uno straordinario effetto visivo, reso ancora più maestoso dal colore ambrato e dai “pan salati” dall’accecante candore biancastro che punteggiano l’immensa distesa di dune. Un tempo queste oasi erano dei laghetti alimentati dai fiumi Aub e Tsauchab. Le dune più celebrate del Namib Desert sono la 42,43, 44 e 45 perché sono le più “fotogeniche”, soprattutto al sorgere del sole, quando i contrasti tra le zone d’ombra e quelle rischiarate dalla luce danno vita a un paesaggio fiabesco.
Dal deserto, risalendo verso la costa, si punta verso Swakopmund, cittadina fondata dai tedeschi nell’800 e oggi centro di villeggiatura e importante stazione di rifornimento. Il litorale è battuto da forti onde e le immense spiagge sono popolate solo da colonie di foche e di fenicotteri; è questa una delle zone più pericolose al mondo per la navigazione, a causa delle improvvise nebbie e per le insidiose correnti; a Capecross è possibile osservare da vicino le otarie, sempre che si riesca a sopportare  il forte odore che aleggia nell’aria! Da Swakopmund si può deviare per Walwis Bay, fondata nel 1793 dagli olandesi, oggi porto industriale caratterizzato da casette basse circondate da giardini. Nella laguna a nord vivono 120000 uccelli, fra cui numerosi fenicotteri e pellicani e molti uccelli migratori. Ci si dirige poi nella zona del Damaraland, caratterizzato da un paesaggio fatto da brulle montagne di arenarie rosse e marroni, di ampie e aride  vallate alluvionali  e vasti pianori sabbiosi, intervallati da zone dove cresce l’altissima erba chiamata “Elefante”. In posizione leggermente rialzata fra le montagne si trova la cittadina di Twyfelfontein, il più importante luogo di ritrovamenti di pitture e incisioni rupestri della Namibia. Si suppone che il periodo a cui risalgono sia compreso fra diverse migliaia fino a poche centinaia di anni fa e che in parte siano stati realizzati dai san. Lasciata la cittadina si giunge a Palmwag, nel Kaokoland, una zona particolarmente aspra e selvaggia, interessante per la varietà dei paesaggi della zona sud occidentale, per le Epupa Falls, rapide formate dal fiume Kunene, e per la presenza degli Himba, una popolazione che solo da pochi anni è venuta a contatto con i turisti, per cui molti di loro vivono ancora come centinaia di anni fa, al di fuori del tempo e senza conoscere il progresso. Palmwag è la base di partenza per l’Etosha National Park, costituito da una vegetazione rada, da piante e arbusti resistenti al sale. A est crescono anche palme e alberi di molane, le cui foglie sono il cibo preferito dalle giraffe; a ovest si estendono ampie savane. Gli animali selvatici girano per il parco scegliendo le zone a seconda delle precipitazioni e della vegetazione che vi cresce. Nella stagione secca i branchi prediligono i territori a sud, vicino alle sorgenti di acqua naturale, mentre nella stagione delle piogge si spostano verso nord  e verso ovest per cui è più difficile avvistarli. Tra gli animali selvatici dell’Etosha vi sono elefanti, leoni, rinoceronti, ghepardi e leopardi. In più troviamo giraffe, zebre, gnu, antilopi, struzzi, serpenti, marabù, fenicotteri e pellicani.  Il parco merita almeno una o due giornata di visita, in quanto i tempi di osservazione degli animali sono piuttosto lunghi; la cosa migliore è appostarsi nei pressi delle sorgenti d’acqua: ad esempio è più facile avvistare i leoni nei pressi di Okondeka o sotto le acacie di Ombika, mentre gli elefanti di solita si trovano nei pressi di Olifantsbad.
La tappa successiva è la zona del Caprivi, una sottile striscia di territorio che si estende a nord della Namibia e si insinua nel cuore dell’Africa australe, tra Botswana, Zambia e Angola. Il Caprivi contrasta molto con il resto della Namibia, in quanto è una regione attraversata da molti fiumi e il paesaggio è ricco di foreste, pascoli ed è abitata da contadini che hanno acqua in abbondanza per irrigare i loro campi e da pescatori. Lasciato il Caprivi ci si dirige a Kasane per imbarcarsi per l’isola di Impalila, ai margini estremi della Namibia, nel punto di incontro tra Zimbawe, Botswana, Naminia e Zambia.
Lasciata l’isola ci si dirige  verso la regione dell’Okavango, in Botswana, magari nella Moremi Game Riserve, la più famosa area protetta dell’Okavango e la più selvaggia e ricca di animali.Gli incontri con gli animali sono frequenti, specialmente con gli ungulati che amano l’acqua, come il raro sitatunga e lo scattante lechwe; ma non mancano gli ippopotami, i comuni springbok  e l’aquila pescatrice; un’escursione da non perdere è quella nella Xigera Lagoon, a bordo di lance a motore o in mokoro. Dalla riserva si raggiunge la cittadina di Maun, popolata da molti stranieri che lavorano nelle agenzie di viaggio, nei lodge, nei campi o a bordo di aerei che sorvolano il delta del fiume; qui è possibile fare provviste o acquistare attrezzature particolare. Se volete visitate il museo Nhabe per conoscere la cultura  del Ngamiland o ammirate l’Old Matlapaneng Bridge, un vecchio ponte in legno che attraversa il fiume Thamalakane, unico monumento della cittadina.

 
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