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VIGNETI E CHARME
  
Protagonista del nostro itinerario è Gorizia, la città del vino, una città in bilico tra mondo tedesco e veneziano, culturalmente segnata dall’incontro di tre civiltà che costituiscono l’Europa, quella latina, slava e quella germanica. Una città conosciuta soprattutto per essere stata uno degli epicentri della Prima Guerra Mondiale. Una visita di Gorizia può cominciare dal Castello, un tempo dimora dei potenti conti di Gorizia e  da cui si gode un panorama mozzafiato sulle colline ricoperte dai vigneti del Collio, sulla pianura solcata dall’Isonzo, sulle alture del Carso e su Nova Gorica, appena al di là del confine, in Slovenia. Gli interni del Castello sono stati ricostruiti e nella Torre dell’Orologio è stata ricavata un’enoteca che propone una selezione di vini della zona. Nel borgo sottostante meritano di essere ammirati la chiesa di Santo Spirito e i Palazzi Donberg e Tasso. Scendendo dal Castello nel centro storico della città, sono evidenti le tracce di un passato asburgico, visibili lungo i viali e nelle architetture del ‘700, di stampo centroeuropeo (ne sono un esempio la chiesa di Sant’Ignazio e Palazzo Attems Petzenstein). Dietro il palazzo si apre, in via Ascoli, il Ghetto con la sinagoga, mentre un po’ più fuori, un romantico parco con piante secolari nasconde Villa Coroni, casa-museo con arredi del settecento.
Piazza Cavour dominata dal Duomo, piazza sant’Antonio, via Rastello, corso Verdi e corso Italia sono le strade dello shopping e del buon vivere, delle enoteche e delle osterie. Qui si pranza all’ombra delle antiche arcate del ristorante Al Chiostro o si gusta la cucina tradizionale presso il Rosenbar.
A una decina di minuti dalla città, immersi nel verde, un ultimo indirizzo gourmet è, a Borgo Grotta di Farro d’Isonzo, la Locanda Borgo Pomello: alloggio e trattoria con enoteca, affacciato sul grande prato antistante il Museo della Civiltà Contadina.


 
 
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