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PARMA, LA PASSIONALE
 
Parma è diversissima dalle vicine città lombarde ed emiliane; è sonora, teatrale, leggiadra, sfuggente, elegante e passionale. La città nuova è unita all’Oltretorrente dal ponte di Mezzo. Da una parte la via Emilia che arriva lenta su piazza Garibaldi, con i suoi palazzi antichi e caffé, un tempo letterari oggi sempre più frequentati da modelle e stilisti. Meritano una sosta per l’aperitivo il Gran Caffé Orientale e Le Bistro, entrambi al civico 19. Da qui si diramano poi le vie dello shopping, strada Cavour e strada Repubblica, con via Farini, regina della casereccia movida a base più di malvasia che di mojito. I punti più gettonati dalla gioventù locale sono Le malve, al civico 12, Il Mosquito, al 41, e il Gavanasa Club, al 22. Ma basta oltrepassare  nuovamente il ponte per ritrovarsi in borghi acciottolati, dove la parmigianità regna sovrana. Come in piazzale Inzani, con la trattoria Da Aldo al nr 15, e piazzale Picelli, da cui si diramano stradine piene di osterie rustiche o ristorantini come Il cortile in borgo Paglia al 3. Parma è questo e altro: il Duomo e il Battistero, i palazzi nobiliari, le chiese maestose, piazza della Pace, la sua gastronomia, i suoi miti, i suoi scandali.
Ma Parma è famosa anche per il suo prosciutto, la cui fama affonda le radici addirittura in epoca romana. Alimento genuino e nutrizionalmente equilibrato, necessita un minimo di 14/18 mesi di stagionatura. La denominazione di prosciutto di Parma definisce la zona di origine degli animali, unitamente alle condizioni climatiche e ambientali di una delimitata area collinare della provincia di Parma. L’aria, addolcendosi tra gli uliveti e le pinete della Val di Magra, si asciuga ai passi appenninici e si arricchisce del profumo dei castagni, stagionando i prosciutti. Il prodotto, insignito del marchio di Denominazione di Origine Protetta (DOP), si può acquistare nelle tante salumerie della città, anche alla Verdi (via Verdi 6/C) e Garibaldi (via Garibaldi 42), e si può gustare nei vari ristoranti e trattorie. Fra questi, dalle Sorelle Picchi (via Farini 27) e al ristorante La Filoma (borgo XX Marzo 15).

 
 
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