Calabria - La valigia dei desideri

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LA COSTA IONICA, VIAGGIO TRA LA NATURA SELVAGGIA E LE TESTIMONIANZE DEL PASSATO
 
Sul primo tratto di costa partendo da Reggio Calabria si susseguono le località scelte dai reggini per le loro gite fuoriporta: spiagge lunghe e sabbiose, gelaterie, ristoranti e mere impetuoso. Dopo Melito Porto Salvo e Condofuri, la costa ionica diventa più dolce e selvaggia accarezzata da un mare limpido e cristallino e contornata da paesi che sembrano dimenticati. Sono questi i paesi di Palizzi, Capo Spartivento, dominata da una punta rocciosa a picco su un mare blu, Brancaleone, Africa e Ardore: spiagge bianche, sabbia fine come borotalco e nessuna struttura turistica. Tornando sopra Locri troviamo Gerace, paesino storico caratterizzato da vicoli medievali, dimore gentilizie, chiese e piazzette assolate, il cui simbolo è la maestosa cattedrale; altro importante monumento è la Cattolica di Stilo, gioiello bizantino incastonato tra le montagne che salgono verso le vette delle Serre.
Sulla costa, dopo Siderno e Roccella Ionica, famosa per il festival del jazz di fine agosto, si apre il grande golfo di Squillace su cui si affaccia Soverato, con belle spiagge e ottimi servizi turistici. Da qui si susseguono una serie di splendide calette che ospitano le località turistiche più famose: Pietra Grande, contornata da una bella scogliera, il Lido di Caminia e Copanello, una lunga spiaggia dorata. Sono le mete più vivaci e movimentate dello Ionio e le più modaiole e chic, ma nonostante ciò riescono a offrire ancora una vacanza a contatto con una natura intatta e selvaggia. Le Castella e Capo Rizzato offrono di nuovo splendide spiagge e mare cristallino e possibilità di divertimento.
Nel tratto di costa ionica che da Crotone porta a Sibari è d’obbligo una deviazione verso l’interno a Santa Severina, centro di fondazione bizantina dal poderoso castello normanno; da qui, attraverso le colline di vigneti con cui si produce il famoso vino Cirò, si raggiunge Rossano, che tra i suoi palazzi e le chiese bizantine custodisce il Codex purpureus, evangelario bizantino miniato giunto dall’oriente nel VI secolo. Poi ancora verso nord si può proseguire verso Oriolo e tornare sulla costa sino alle lunghe spiagge di Amendolara e a Capo Spulico, protetto dal castello federiciano a picco su un mare da sogno.

 
 
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